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Allegato e Commenti legge sugli appalti pubblici in Sicilia
Analisi degli articoli più significativi.

ARTICOLO 1
Applicazione della normativa nazionale

1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, con le modifiche dalla stessa introdotte, si applicano nel territorio della Regione il decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, recante ‘Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE’ e le sue successive modifiche ed integrazioni ed i regolamenti in esso richiamati e successive modifiche, fatta eccezione dell’articolo 7, commi 8 e 9, dell’articolo 84, commi 1, 2, 3, 4, 8, 9, 10, 11 e 12, dell’articolo 128 e dell’articolo 133, comma 8. In particolare, si applica il decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207 e le successive modifiche ed integrazioni, con esclusione delle parti riferibili alle norme del decreto legislativo 163/2006 espressamente dichiarate non  applicabili in forza della presente legge. Entro il 31 dicembre 2011, con regolamento adottato ai sensi dell’articolo 12 dello Statuto regionale, saranno defnite le modalità di applicazione delle disposizioni di cui al presente capo.
2. I riferimenti al ‘Bollettino ufficiale della Regione’ e alla ‘Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana’ contenuti nel decreto legislativo n. 163/2006 devono intendersi riferiti alla ‘Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana’; nel caso di riferimenti ad organi ed istituzioni statali deve farsi riferimento ai corrispondenti organi ed istituzioni regionali.
3. Sono fatti salvi l’articolo 3 della legge regionale 21 agosto 2007, n. 20, e l’articolo 7 della legge regionale 3 agosto 2010, n. 16.

Commento
ARTICOLO 1
Applicazione della normativa nazionale.

E’ la novità più significativa  il RATIO LEGIS.
La norma dispone l’applicazione nel territorio della Regione, del decreto legislativo n. 163/06 (Codice dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture) e succ. mod. ed int. e del decreto del Presidente della Repubblica n. 207/10 (Regolamento di esecuzione del  D.lgs. n. 163/06) e succ. mod. ed int.

Del primo provvedimento (Codice cc.pp.) non si applicano in Sicilia:
- art. 7 commi 8 e 9 (comunicazioni all’Osservatorio dei cc.pp.);
- art. 84 commi 1-4, 8-12 (commissione giudicatrice nel caso di aggiudicazione con il
criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa);
- art. 128 (programmazione dei lavori pubblici);
- art. 133 comma 8 (aggiornamento prezzari).

Del secondo provvedimento (Regolamento del Codice cc.pp.) non si applicano in Sicilia le parti riferibili ai precedenti articoli del Codice espressamente dichiarati non applicabili. Finalmente la normativa regionale sui lavori pubblici si allinea a quella nazionale, anche se il legislatore si riserva alcune peculiarità sancite dall’Autonomia in materia di lavori pubblici nella Regione Sicilia



ARTICOLO 4
Istituzione del Dipartimento regionale tecnico

1. Nell’ambito dell’Assessorato regionale delle infrastrutture e della mobilità è istituito il Dipartimento regionale tecnico.
2. La tabella ‘A’ di cui alla legge regionale 15 maggio 2000, n. 10 e successive modifiche ed integrazioni, è così modificata: dopo le parole ‘Assessorato regionale delle infrastrutture e della mobilità: - Dipartimento regionale delle infrastrutture, della mobilità e dei trasporti.’ sono aggiunte le parole ‘Dipartimento regionale tecnico.’
3. Il Dipartimento regionale tecnico:
a) effettua i servizi di cui al decreto legislativo n. 163/2006 allegato II A categoria 12, e in particolare:
1) esegue la progettazione, la direzione ed il collaudo dei lavori di competenza regionale;
2) cura gli adempimenti tecnici e controlli concernenti le opere pubbliche di competenza regionale;
3) verifica l’osservanza delle norme tecniche di costruzione nella fase realizzativa delle opere, ai fini della sicurezza statica e funzionale dell’opera, e della verifica sismica;
4) fornisce consulenza tecnica agli enti locali della Regione;
b) redige il prezzario unico regionale per le opere pubbliche e coordina la Commissione consultiva per la redazione del prezzario unico regionale;
c) assicura il funzionamento della Commissione regionale dei lavori pubblici di cui all’articolo 5, comma 12;
d) esercita le attività ispettive sui lavori su motivata e specifica richiesta degli altri rami dell’Amministrazione regionale;
e) cura la raccolta delle informazioni relative all’intero ciclo di realizzazione dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, in particolare alla fase di programmazione, esperimento della gara di appalto, affidamento, esecuzione, collaudo e gestione. Gli enti di cui all’articolo 2 hanno l’obbligo di rapportarsi esclusivamente al Dipartimento per la raccolta delle informazioni utili ai servizi informativi e statistici.
4. Il Dipartimento svolge altresì i seguenti compiti:
a) rileva e raccoglie informazioni e dati statistici sulle modalità di esecuzione e sui risultati degli appalti di lavori, servizi e forniture, sul rispetto delle normative statali e regionali in materia e di quelle sulla sicurezza e sulla tutela del lavoro nonché delle disposizioni vigenti in materia di subappalto, di contrattazione collettiva e di prevenzione degli infortuni. In particolare, oltre ad evidenziare, sulla base dei dati acquisiti ed elaborati, gli scostamenti del costo della manodopera, anche con riferimento al costo desunto dai contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL) di comparto sottoscritti dalle rappresentanze sindacali comparativamente più rappresentative e dagli accordi territoriali di riferimento, compresi quelli aziendali, rientrano tra i compiti del Dipartimento le attività relative:
1) alla gestione e all’aggiornamento dei dati sui contratti pubblici mediante la creazione di un archivio contenente l’anagrafica delle stazioni appaltanti, delle imprese e degli altri soggetti coinvolti nello svolgimento dell’appalto, i dati relativi all’impiego della manodopera ed alla tutela e sicurezza del lavoro, i dati relativi all’intero ciclo dell’appalto;
2) all’elaborazione dei dati acquisiti ed alla conseguente redazione di appositi rapporti statistici sull’andamento e sulle caratteristiche della spesa pubblica per lavori, servizi e forniture;
3) alla definizione di standard uniformi di informazioni sui contratti pubblici nella realizzazione del profilo del committente;
4) all’assolvimento, attraverso il proprio sito web, degli obblighi di pubblicità previsti dalle lettere g) e h) e dalle norme comunitarie e statali;
b) attiva, gestisce ed aggiorna una banca dati per il monitoraggio dei lavori, dei servizi e delle forniture pubbliche eseguiti nel territorio regionale;
c) promuove attività di indirizzo e regolazione, anche cooperando con le altre regioni e con i competenti organismi statali, nonché la qualità delle procedure di appalto e la qualificazione degli operatori pubblici e privati ad esse addetti attraverso:
1) l’elaborazione, in collaborazione con i soggetti interessati, di linee guida e documenti di gara nonché altri strumenti finalizzati a semplificare e uniformare le procedure per l’affidamento e la gestione degli appalti;
2) l’elaborazione e la proposta di modifiche ai bandi tipo adottati dall’Assessore regionale per le infrastrutture e la mobilità, dipendenti anche da nuove disposizioni normative;
3) iniziative utili al rispetto dei termini di pagamento dei corrispettivi contrattuali, a garanzia della regolare esecuzione dei contratti pubblici;
d) realizza studi e ricerche, organizza convegni, acquisisce e diffonde documentazione tecnica e dati nonché le buone pratiche delle stazioni appaltanti e degli operatori del settore, ivi comprese quelle relative alla responsabilità sociale delle imprese;
e) assicura le attività necessarie per il funzionamento del sito web, per la pubblicazione degli avvisi e dei bandi di gara;
f ) espleta attività finalizzate agli approfondimenti e all’uniformità degli indirizzi interpretativi in materia di contratti pubblici di lavori, servizi e forniture;
g) provvede alla pubblicazione informatica del ‘Notiziario regionale sugli appalti e le concessioni’ includente le forniture di beni e di servizi, per la messa a disposizione delle stazioni appaltanti delle notizie utili in ordine alla normativa vigente in materia, alle risultanze delle gare, alle dinamiche dei prezzi, alle problematiche procedurali presentatesi;
h) assembla ed elabora i dati in suo possesso anche con procedure statistiche e li rende disponibili su reti informatiche condivise dagli enti locali;
i) cura la vigilanza ed il controllo dei contratti pubblici promuovendo le opportune iniziative, ivi compreso l’intervento ispettivo anche attraverso le competenti strutture regionali, qualora sulla base delle risultanze comunque acquisite emergano insufficienze, ritardi, anche nell’espletamento delle gare, disservizi ed ogni altra anomalia;
l) trasmette annualmente alla competente Commissione legislativa dell’Assemblea regionale siciliana una relazione sull’andamento del settore degli appalti pubblici di lavori, servizi e forniture;
m) concorre alla determinazione dei costi standardizzati per tipo di lavoro, servizio e fornitura in relazione al territorio regionale;
n) richiede agli enti di cui all’articolo 2 nonché agli operatori economici che ne siano in possesso, i documenti, le informazioni e i chiarimenti relativamente ai contratti pubblici. In caso di omessa o ritardata evasione della richiesta, senza giustificato motivo, il Dipartimento comunica le risultanze all’Autorità, a fini sanzionatori.
5. Le stazioni appaltanti e gli enti aggiudicatori o realizzatori sono tenuti a comunicare al Dipartimento, per i contratti di lavori, servizi e forniture di importo superiore a 150.000 euro, secondo le modalità rese note dallo stesso Dipartimento d’intesa con l’Autorità:
a) entro trenta giorni dalla data di aggiudicazione definitiva o di definizione della procedura negoziata, i dati concernenti il contenuto dei bandi, dei verbali di gara, i soggetti invitati, l’importo di aggiudicazione, il nominativo dell’affidatario e del progettista;
b) limitatamente ai settori ordinari, entro sessanta giorni dalla data del loro compimento ed effettuazione, l’inizio, gli stati di avanzamento e l’ultimazione dei lavori, servizi, forniture, l’effettuazione del collaudo e l’importo finale del lavoro. Per gli appalti di importo inferiore a cinquecentomila euro non è necessaria la comunicazione dell’emissione degli stati di avanzamento. Le norme del presente comma non si applicano ai contratti di cui agli articoli 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25 e 26 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e successive modifiche e integrazioni, per i quali le stazioni appaltanti e gli enti aggiudicatori trasmettono al Dipartimento, entro il 31 gennaio di ciascun anno, una relazione contenente il numero e i dati essenziali relativi a detti contratti affidati nell’anno precedente, secondo le modalità rese note dal Dipartimento, d’intesa con l’Autorità. Il soggetto che ometta, senza giustificato motivo, di fornire i dati richiesti è sottoposto, anche su segnalazione del Dipartimento, con provvedimento dell’Autorità, alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma fino a 25.822 euro. La sanzione è elevata a 51.545 euro se sono forniti dati non veritieri.
6. I soggetti di cui al comma 5 sono tenuti a rendere noti i dati di cui alle lettere a) e b) del medesimo comma 5, con le modalità previste, rispettivamente, dall’articolo 66, comma 7, e dall’articolo 122, comma 5, del decreto legislativo n. 163/2006, per la pubblicità a mezzo stampa, a valere sui ribassi d’asta.
7. I dati di cui al comma 5, relativi a lavori, servizi e forniture di interesse regionale, provinciale e comunale, sono comunicati al Dipartimento che li trasmette all’Autorità.
8. Il Dipartimento esplica le funzioni previste ai commi precedenti anche per i contratti di forniture di beni, nonché per gli appalti di servizi e nei settori esclusi, per importi superiori a 20.000 euro.
9. Costituiscono articolazioni funzionali del Dipartimento gli uffici provinciali del Genio civile e l’Ufficio regionale per l’espletamento di gare d’appalto.
10. All’organizzazione conseguente alle disposizioni di cui al presente articolo si provvede ai sensi dell’articolo 11, comma 2, della legge regionale 3 dicembre 2003, n. 20.
11. Entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale, su proposta dell’Assessore regionale per le infrastrutture e la mobilità, istituisce ai sensi dell’articolo 4, comma 7, della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10 e successive modifiche ed integrazioni, l’Ufficio speciale “ Osservatorio regionale dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture” e ne individua le relative funzioni e competenze nonché il personale da assegnare.

Commento
Art. 4. Istituzione del Dipartimento regionale tecnico.

L’Assessorato regionale delle infrastrutture e della mobilità è riorganizzato istituendo il Dipartimento regionale tecnico accanto al già presente Dipartimento regionale delle  infrastrutture, della mobilità e dei trasporti.

I cui  compiti principali sono: la progettazione, direzione e collaudo dei lavori di    competenza regionale; consulenza tecnica agli enti locali della regione; redazione del  prezzario regionale OO.PP.; ispezioni sui lavori a seguito di richiesta degli altri rami dell’Amministrazione regionale; raccolta dei dati relativi all’intero ciclo di realizzazione dei cc.pp.; gestione dell’anagrafica delle stazioni appaltanti e delle imprese. “Osservatorio regionale dei contratti pubblici” verrà riorganizzato  e regolamentato. Al fine di una maggiore efficienza dell’attività amministrativa.

Il comma 5 e 6  stabiliscono che le gare superiori ai 150.000 euro  nei requisiti previsti e disciplinati  devono essere comunicate al Dipartimento, e siano pubblicizzate a mezzo stampa,  un obbligo gravoso per le stazioni appaltanti in tema di pubblicità


ARTICOLO 7
Bandi tipo

1. Con decreto dell’Assessore regionale per le infrastrutture e la mobilità sono emanati bandi tipo uniformi che devono essere adottati ed applicati per l’espletamento delle procedure aperte per l’affidamento di lavori, di servizi o forniture.
2. Il bando tipo deve altresì prevedere che:
a) la quota in aumento di cui all’articolo 113, comma 1, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, sia costituita, per almeno la metà del suo ammontare, con le modalità previste dall’articolo 75, comma 2, del medesimo decreto legislativo o con fidejussione bancaria;
b) nel caso di affidamento ai sensi dell’articolo 173, comma 1, lettera b) del decreto legislativo n. 163/2006, il contraente generale depositi presso la stazione appaltante, prima della consegna dei lavori, i contratti eventualmente stipulati ai sensi dell’articolo 176, comma 7, del medesimo decreto legislativo e che la medesima stazione appaltante provveda al pagamento diretto in favore dei terzi affidatari di quanto loro dovuto dal contraente generale salvo che quest’ultimo non comunichi l’esistenza di ragioni ostative correlate ad inadempimenti dei soggetti terzi.
3. Con decreto dell’Assessore regionale per le infrastrutture e la mobilità è emanato il capitolato generale di appalto tipo, secondo le prescrizioni del decreto del Ministro dei lavori pubblici 19 aprile 2000, n. 145 e successive modifiche ed integrazioni.
4. Il responsabile del procedimento certifica la corrispondenza del bando, al bando tipo di riferimento. In casi eccezionali possono inserirsi nel bando specifiche modifiche che il responsabile del procedimento, a pena di invalidità, deve idoneamente evidenziare e giustificare in sede di approvazione del bando.

Commento
Art. 7. Bandi tipo.

L’articolo prevede  che  Assessore regionale alle  Infrastrutture emani , “  bandi tipo”  che dovranno essere adottati per l’espletamento delle procedure aperte riguardanti l’affidamento di lavori, servizi o forniture.

Al fine di uniformare i modelli esistenti ed evitare ampi spazi discrezionali alle  stazioni appaltanti.
Che generano clausole anomale e confusioni. Art 4  Il responsabile del procedimento certifica la corrispondenza del bando al bando-tipo di riferimento. Soltanto in casi eccezionali possono essere inserite specifiche modifiche che dovranno, a pena di invalidità, essere evidenziate e giustificate in sede di approvazione del bando.

L’articolo dispone inoltre che siano contenute nel bando-tipo due clausole:

-    la prima relativa all’ incremento della cauzione definitiva in caso di ribassi elevati
-    la seconda  relativa al caso di affidamento a contraente generale.

la prima clausola  prevede che, nel caso di ribassi superiori al 10%, la metà della cauzione definitiva in aumento sia costituita con fideiussione bancaria o con contanti o titoli. l’art. 113 del Codice cc.pp.
Questo per limitare il fenomeno degli eccessi di ribasso.

La seconda riguarda la clausola relativa al caso di affidamento al contraente generale (art. 176 del Codice cc.pp.), si prevede che questo depositi presso l’ente appaltante, prima della consegna dei lavori, i contratti di affidamento stipulati con soggetti terzi. Lo stesso ente appaltante dovrà provvedere al pagamento diretto dei terzi affidatari, salvo il contraente generale eccepisca delle ragioni ostative riguardanti inadempimenti.

Al comma 3 l’articolo dispone infine che, sempre con decreto dell’Assessore regionale alle infrastrutture, venga emanato il capitolato generale di appalto-tipo.


ARTICOLO 8
Commissione aggiudicatrice nel caso di aggiudicazione con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa per appalti di servizi o forniture ovvero di lavori per importi inferiori a 1.250 migliaia di euro

1. Nel caso in cui per l’affidamento di appalti di servizi o forniture, ovvero di lavori per importi inferiori ad euro 1.250 migliaia, le stazioni appaltanti debbano ricorrere al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, l’aggiudicazione è demandata ad una commissione che opera secondo le norme stabilite dal decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207.
2. La commissione, nominata dall’organo della stazione appaltante competente ad effettuare la scelta del soggetto affidatario del contratto, è composta da un numero dispari di componenti, in numero massimo di cinque, esperti nello specifico settore cui si riferisce l’oggetto del contratto, di cui uno esperto in materie giuridiche.
3. La commissione è presieduta di norma da un dirigente della stazione appaltante e, in caso di mancanza in organico, da un funzionario della stazione appaltante incaricato di funzioni apicali, nominato dall’organo competente.
4. I commissari diversi dal presidente non devono aver svolto né possono svolgere alcun’altra funzione o incarico tecnico o amministrativo relativamente al contratto del cui affidamento si tratta.
5. Le cause di astensione e di esclusione dall’incarico sono disciplinate dall’articolo 84, commi 5, 6 e 7 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.
6. Al fine di assicurare condizioni di massima trasparenza nell’espletamento delle procedure, i commissari diversi dal presidente sono scelti mediante sorteggio pubblico effettuato dopo la scadenza del termine fissato per la presentazione delle offerte, fra gli iscritti all’albo di cui al comma 7. La data del sorteggio deve essere pubblicizzata almeno sette giorni prima. Le operazioni di sorteggio relative ai singoli appalti sono effettuate dalla sezione provinciale dell’Ufficio regionale per l’espletamento di gare per l’appalto di lavori pubblici (UREGA) territorialmente competente.
7. Entro il 31 dicembre 2011 è istituito presso l’Assessorato regionale delle infrastrutture e della mobilità un albo di esperti ai fini della costituzione di commissioni di gara da svolgersi con il metodo della offerta economicamente più vantaggiosa. Per le finalità di cui al comma 6, l’albo è costituito esclusivamente dai seguenti soggetti non appartenenti ad amministrazioni aggiudicatrici, fatta eccezione per quelli di cui alla seguente lettera b):
a) professionisti, con almeno dieci anni di iscrizione nei rispettivi albi professionali;
b) professori universitari di ruolo.
8. Fino alla data di costituzione dell’albo di cui al comma 7, per l’espletamento delle funzioni di cui ai commi precedenti si fa riferimento all’albo esistente presso l’Assessorato regionale delle infrastrutture e della mobilità, integrato da esperti in materie giuridiche.
9. L’albo di cui al comma 7 è soggetto ad aggiornamento almeno annuale. Le spese relative alla commissione sono inserite nel quadro economico del progetto tra le somme a disposizione della stazione appaltante. I compensi sono onnicomprensivi delle spese a qualsiasi titolo sostenute per l’espletamento dell’incarico, che devono essere documentate e non possono essere superiori ad un importo complessivo di euro 10.000,00, oltre IVA e oneri riflessi.
10. In caso di rinnovo del procedimento di gara a seguito di annullamento dell’aggiudicazione o di annullamento dell’esclusione di taluno dei concorrenti, è riconvocata la medesima commissione, salvo che l’annullamento non dipenda da fatto riconducibile alla commissione stessa.

Commento
Art. 8. Commissione aggiudicatrice nel caso di aggiudicazione con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa per appalti di servizi o forniture ovvero di lavori per importi inferiori a € 1.250.000.

Nel caso di applicazione del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa (OEPV) la norma prevede che l’aggiudicazione è demandata ad una specifica Commissione giudicatrice.
La particolarità della legge rispetto  alla normativa nazionale riguarda la scelta dei componenti: uno
deve essere esperto in materie giuridiche e gli altri  commissari, diversi dal presidente,  devono essere sorteggiati tra gli iscritti ad uno specifico albo di esperti istituito, entro il 31 dicembre 2011, presso l’Assessorato infrastrutture (come previsto al comma 7).La finalità è chiaramente quella di rendere il giudizio della commissione esaminatrice imparziale  Gli appalti di lavori superiori a euro 1.250.000 sono esclusi dal presente articolo in quanto l’espletamento della gara è demandato all’Urega


ARTICOLO  9
Ufficio regionale per l’espletamento di gare per l’appalto di lavori

1. È istituito l’Ufficio regionale per l’espletamento di gare per l’appalto di lavori pubblici (UREGA).
2. L’Ufficio è altresì competente per l’espletamento delle procedure in materia di finanza di progetto. Con decreto dell’Assessore regionale per le infrastrutture e la mobilità, previa delibera della Giunta regionale, sono stabilite le modalità di organizzazione interna e funzionamento del predetto Ufficio, per le finalità di cui al presente articolo.
3. L’Ufficio si articola in una sezione centrale avente sede in Palermo, in sezioni provinciali aventi sede nei capoluoghi delle province regionali, costituisce struttura intermedia del Dipartimento regionale tecnico dell’Assessorato regionale delle infrastrutture e della mobilità ed è articolato in servizi.
4. La sezione centrale svolge attività di espletamento delle gare d’appalto per le opere di interesse sovra-provinciale con importo a base d’asta superiore a 1.250 migliaia di euro nonché attività di coordinamento delle sezioni provinciali.
5. Le sezioni provinciali svolgono attività di espletamento delle gare d’appalto per le opere di interesse provinciale, intercomunale e comunale con importo a base d’asta superiore a 1.250 migliaia di euro.
6. Nel caso di appalto da aggiudicarsi con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, la commissione incaricata dell’espletamento delle gare di interesse provinciale, intercomunale e comunale è individuata mediante sorteggio pubblico svolto, entro il termine perentorio di due giorni lavorativi successivi alla data di scadenza per la presentazione delle offerte, dal presidente di turno della sezione centrale. In particolare il sorteggio ha luogo fra i componenti delle sezioni di cui al comma 10, lettere a) e b), diverse da quelle territorialmente competenti. Della commissione fa necessariamente parte un componente di cui al comma 10, lettera a). Le spese correlate all’insediamento dei componenti presso altre sezioni, ivi compresi quelli di cui al comma 15, sono individuate tra le somme a disposizione del quadro economico.
7. Le sezioni centrale e provinciali, in esito alle operazioni di gara, adottano il provvedimento provvisorio di aggiudicazione che viene trasmesso alle amministrazioni appaltanti. Restano di competenza dell’amministrazione appaltante l’adozione del provvedimento definitivo, le comunicazioni di cui all’articolo 79 commi 5, 5 bis, 5 ter, 5 quater e 5 quinquies del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e successive modifiche ed integrazioni e la decisione su eventuali informative ai sensi dell’articolo 243 bis del medesimo decreto legislativo.
8. Gli importi di cui ai commi 4 e 5 possono essere modificati, in relazione agli elementi statistici utili a determinare la concreta funzionalità delle sezioni, con decreto dell’Assessore regionale per le infrastrutture e la mobilità, su deliberazione adottata dalla Giunta regionale, previo parere della competente Commissione legislativa dell’Assemblea regionale siciliana.
9. È data facoltà agli enti appaltanti di avvalersi, con motivata richiesta, dell’Ufficio regionale, indipendentemente dall’importo dell’appalto.
10. Presso ciascuna sezione provinciale è costituita una commissione di tre componenti in possesso di adeguata professionalità scelti rispettivamente tra le seguenti figure:
a) un dirigente dell’Amministrazione regionale o un dirigente dell’Amministrazione statale anche a riposo esperto in materie giuridiche, o in alternativa, previa costituzione di apposito albo, un soggetto esterno all’Amministrazione regionale in possesso di specifiche e documentate competenze scelto tra magistrati a riposo provenienti dalle giurisdizioni amministrative e contabili, avvocati cassazionisti, dirigenti amministrativi degli enti locali, previo parere della Commissione legislativa ‘Affari istituzionali’ dell’Assemblea regionale siciliana;
b) un dirigente tecnico dell’Assessorato regionale delle infrastrutture e della mobilità, previo parere della Commissione legislativa ‘Affari istituzionali’ dell’Assemblea regionale siciliana;
c) un dirigente o un funzionario dell’ente appaltante, escluso il responsabile del procedimento, indicato di volta in volta dall’ente di competenza.
11. Il presidente di ciascuna sezione provinciale, in caso di indifferibile necessità ed urgenza di espletamento di gara in ragione delle richieste pervenute, costituisce una seconda commissione di gara, la cui composizione è pubblicata sul sito web dell’Assessorato regionale delle infrastrutture e della mobilità.
12. Nell’ipotesi della costituzione di una seconda commissione di gara, ai sensi del comma 11, le due commissioni sono così composte:
a) la prima:
1) dal componente di cui alla lettera a) del comma 10, che la presiede;
2) da un dirigente della segreteria tecnico-amministrativa della sezione provinciale;
3) dal componente di cui alla lettera c) del comma 10;
b) la seconda:
1) dal componente di cui alla lettera b) del comma 10, che la presiede;
2) da un altro dirigente della segreteria tecnico-amministrativa della sezione provinciale;
3) dal componente di cui alla lettera c) del comma 10.
13. Nessun ulteriore compenso è dovuto per la partecipazione alla seconda commissione costituita ai sensi del comma 11.
14. La commissione di gara della sezione centrale dell’Ufficio è costituita dai presidenti delle sezioni provinciali territorialmente interessate per l’appalto dei lavori oggetto della gara ed è composta da non meno di tre componenti, compreso il presidente di turno. Nel caso in cui questi sia anche presidente di una sezione territorialmente interessata, le funzioni di presidenza del seggio sono assunte da altro presidente di sezione provinciale, individuato nell’ordine previsto dall’articolo 7 del decreto del Presidente della Regione 14 gennaio 2005, n. 1, recante ‘Regolamento per il funzionamento dell’Ufficio regionale per l’espletamento di gare per l’appalto di lavori pubblici’.
15. Nei casi di cui al comma 6, in cui il contratto di lavori sia affidato con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, le commissioni di cui ai commi 10, 12 e 14 sono integrate da due componenti tecnici esterni all’Amministrazione regionale in possesso di specifiche e documentate competenze nelle materie ritenute dall’amministrazione appaltante come prevalenti al fine della valutazione dell’offerta. Tali componenti saranno individuati mediante sorteggio pubblico da esperirsi successivamente alla data di presentazione delle offerte da parte del presidente di turno della sezione centrale, attingendo all’Albo di cui all’articolo 8, comma 7. Gli oneri discendenti dal presente comma sono a carico delle somme a disposizione previste nell’ambito di ogni singolo appalto.
16. Presso ogni sezione è istituito un ufficio di segreteria tecnico-amministrativa, al quale è preposto un dirigente regionale che assume anche le funzioni di componente supplente, in seno alla commissione di gara, nella ipotesi in cui debba provvedersi alla sostituzione di uno dei componenti di cui alle lettere a) e b) del comma 10, senza che ciò importi deroga rispetto alle disposizioni di cui al comma 21.
17. Nell’ambito degli uffici di segreteria tecnicoamministrativa, la cui dotazione non può superare le trenta unità, possono essere assegnate in posizione di comando non più di dieci unità di personale proveniente da amministrazioni comunali, provinciali o dagli enti territoriali interessati.
18. Con provvedimento del dirigente generale del Dipartimento regionale tecnico dell’Assessorato regionale delle infrastrutture e della mobilità sono nominati i dirigenti preposti alle segreterie tecnico-amministrative ed il personale da assegnare.
19. Con decreto del Presidente della Regione, su proposta dell’Assessore regionale per le infrastrutture e la mobilità, sono istituite le commissioni delle sezioni e nominati i componenti di cui alle lettere a) e b) del comma 10, fatto salvo quanto previsto dal comma 12.
20. All’atto dell’accettazione dell’incarico ciascun componente delle sezioni è tenuto a presentare dichiarazione di non trovarsi in alcuna delle condizioni ostative di cui alla legge 27 marzo 2001, n. 97.
21. I componenti delle sezioni e i funzionari preposti alle segreterie restano in carica due anni ed in caso di prima nomina detto termine può essere prorogato di ulteriori anni due. Durante tale periodo i componenti prestano servizio presso l’Ufficio regionale per l’espletamento di gare per l’appalto di lavori pubblici. Dopo tre assenze continuative il componente dell’Ufficio di cui al comma 1 è dichiarato decaduto e si procede alla sua sostituzione. Il rinnovo delle nomine è effettuato almeno sei mesi prima della naturale scadenza. L’incarico di componente della commissione, fatto salvo quanto disposto al primo periodo, non può essere rinnovato prima di due anni dalla cessazione del precedente incarico.
22. Ai componenti delle commissioni di cui ai commi 10 e 14 del presente articolo di nomina regionale spetta un’indennità annua lorda di funzione da determinarsi con il regolamento di cui al comma 26. Per gli altri componenti l’eventuale indennità è posta a carico delle rispettive amministrazioni di provenienza. Per i componenti tecnici di cui al comma 15 l’indennità è inserita nel quadro economico del progetto tra le somme a disposizione della stazione appaltante. Ai componenti delle commissioni, dipendenti dell’Amministrazione regionale, in luogo dell’indennità annua lorda è corrisposto, fermo restando il disposto di cui all’articolo 36, comma 1, dell’allegato ‘A’ al decreto del Presidente della Regione 22 giugno 2001, n. 10 e successive modifiche ed integrazioni, il trattamento economico accessorio di cui all’articolo 35, lettere d) ed e) del medesimo allegato, per importo complessivamente equivalente all’indennità di cui all’articolo 2, comma 2, del decreto del Presidente della Regione 14 gennaio 2005, n. 1, senza oneri aggiuntivi a carico del bilancio della Regione.
23. Il procedimento di gara si svolge senza soluzione di continuità, salve le interruzioni stabilite dal regolamento di cui al comma 26. La gara è espletata nella seduta ordinaria successiva al termine di cinque giorni lavorativi a partire dalla scadenza del termine fissato per la nomina della commissione di gara di cui al comma 6.
24. Il presidente di turno della sezione centrale, su richiesta motivata del presidente di una sezione provinciale, può disporre l’affidamento dell’attività di espletamento della gara di appalto di competenza di questa ad altra sezione provinciale. La facoltà di affidare ad altra sezione provinciale l’espletamento di una gara è esercitata prima dell’inizio della procedura e pubblicata sul sito web dell’Assessorato regionale delle infrastrutture e della mobilità.
25. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano a decorrere dal trentesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore del regolamento di cui al comma 26.
26. Entro sessanta giorni dalla pubblicazione della presente legge, in relazione alle disposizioni di cui ai precedenti commi, la Giunta regionale, su proposta dell’Assessore regionale per le infrastrutture e la mobilità, approva le modifiche al regolamento per il funzionamento dell’Ufficio di cui al presente articolo emanato con decreto del Presidente della Regione 14 gennaio 2005, n. 1.
27. Entro il 31 dicembre 2011 l’Amministrazione regionale provvede al rinnovo dei componenti delle sezioni provinciali dell’UREGA, di cui al comma 10, in carica alla data di entrata in vigore della presente legge. Per l’effetto decadono i precedenti provvedimenti di nomina.

Commento
Art. 9. Ufficio regionale per l’espletamento di gare per l’appalto di lavori (Urega).

Rispetto alla precedente disciplina L’Urega acquisisce la competenza per l’espletamento delle procedure in materia di finanza di progetto e delle gare con l’applicazione del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.
Inoltre  rispetto alla discipline previgente in cui veniva formulata la “proposta di aggiudicazione provvisoria”,  l’Urega emanerà, a conclusione delle operazioni di gara, un  provvedimento provvisorio di aggiudicazione.
Negli appalti da aggiudicarsi con il criterio dell’ OEPV, anche l’Urega farà riferimento all’art 8 comma6, ovvero il sistema del sorteggio pubblico dei componenti della  Commissione giudicatrice
Art 26 Entro sessanta giorni dalla pubblicazione della presente legge, la Giunta regionale, su proposta dell’Assessore regionale per le infrastrutture e la mobilità, alla luce delle nuove competenze, sarà emanato un nuovo Regolamento per il funzionamento dell’Urega che rettifica quello attuale emanato con decreto del Presidente della Regione 14 gennaio 2005, n. 1.


ARTICOLO   10
Prezzario regionale e aggiornamento prezzi

1. Con decreto del Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta regionale e su proposta dell’Assessore regionale per le infrastrutture e la mobilità, sono fissati i criteri generali per la formazione del prezzario regionale. Con decreto dell’Assessore regionale per le infrastrutture e la mobilità è adottato il prezzario unico regionale per i lavori pubblici, a cui si attengono, per la realizzazione dei lavori di loro competenza, gli enti di cui all’articolo 2. Il prezzario deve contenere il maggior numero possibile di prezzi corrispondenti a lavorazioni e forniture in opera, compiutamente descritte, realizzabili nei lavori pubblici nella Regione.
2. Il prezzario unico regionale è aggiornato, ogni ventiquattro mesi, anche con riferimento al prezzario unico nazionale, con la stessa procedura di cui al comma 1.
3. Entro tre mesi dall’ entrata in vigore di un nuovo prezzario regionale gli enti di cui all’articolo 2, al fine di evitare ritardi e maggiori costi nella esecuzione degli appalti, possono procedere, senza necessità di aggiornamento dei relativi prezzi, all’indizione della gara per i progetti la cui approvazione in linea tecnica sia intervenuta entro i tre mesi precedenti l’entrata in vigore del prezzario.
4. Gli enti di cui all’articolo 2, nel caso in cui sia stato pubblicato un nuovo prezzario regionale, prima dell’indizione della gara devono aggiornare, a meno di parere motivato negativo del responsabile del procedimento, fondato sull’assenza di significative variazioni economiche, i prezzi dei progetti senza necessità di sottoporre gli stessi ad ulteriori pareri o approvazioni. L’aggiornamento è effettuato sulla base del prezzario regionale vigente.

Commento
Art. 10. Prezzario regionale e aggiornamento prezzi.

La norma dispone che con Decreto del Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta e su proposta dell’Assessore per le infrastrutture, saranno fissati i criteri generali per la formazione del prezzario unico regionale, il quale è adottato con decreto dell’Assessore e deve essere aggiornato ogni ventiquattro mesi.
Gli enti , nel caso in cui sia stato pubblicato un nuovo prezzario regionale, prima dell’indizione della gara devono aggiornare   i prezzi dei progetti , a meno di parere motivato negativo del responsabile del procedimento, che giustifica l’assenza di variazioni economiche


ARTICOLO 12
Albo unico regionale

1. È istituito presso l’Assessorato regionale delle infrastrutture e della mobilità, mediante procedure di evidenza pubblica, l’Albo unico regionale ove sono iscritti, ad istanza di parte, i professionisti ai quali possono essere affidati, con le modalità previste dal decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, i servizi di cui all’Allegato II A, categoria 12 dello stesso decreto legislativo, di importo complessivamente non superiore ad euro 100.000. Al predetto Albo attingono per l’affidamento degli incarichi gli enti di cui all’articolo 2.
2. I dipartimenti regionali che affidano incarichi per le finalità previste nell’Albo di cui al comma 1, effettuano la selezione comparativa tra i soggetti iscritti nell’Albo unico regionale secondo le modalità di cui agli articoli 91, comma 2, e 57, comma 6, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.
3. Con decreto dell’Assessorato regionale delle infrastrutture e della mobilità è emanato un avviso pubblico per la costituzione dell’Albo unico regionale.
4. Con le medesime procedure di evidenza pubblica utilizzate per la sua istituzione, l’Albo è aggiornato con cadenza almeno semestrale.

Commento
Art. 12. Albo unico regionale.

E’ istituito presso l’Assessorato per le infrastrutture un albo unico regionale in cui sono iscritti i professionisti ai quali affidare gli incarichi di importo non superiore ad euro 100.000, di cui all’Allegato II A categoria 12 del Codice cc.pp. (servizi attinenti all’architettura, all’ingegneria, all’urbanistica e alla paesaggistica e servizi affini e di sperimentazione). E’ un albo a cui devono fare riferimento tutti gli enti al fine di garantire trasparenza nell’affidamento .Comma 4  E’ aggiornato con cadenza almeno semestrale

Questo albo si aggiunge a quello disciplinato dal  comma 7 dell’art. 8, elenco  degli esperti  che costituiscono Commissioni esaminatrici in caso si  utilizzi il  criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.


ARTICOLO 14
Concorsi di idee

1. L’articolo 91 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e successive modifiche ed integrazioni, è introdotto con le seguenti modifiche:
a) dopo il comma 5 è inserito il seguente:
‘5 bis. Nei casi di cui al comma 5, in cui si ritenga prevalente il valore innovativo dell’idea progettuale, la qualità dell’ideazione e della realizzazione sotto il profilo tecnologico, ingegneristico e/o architettonico, le stazioni appaltanti applicano la procedura del concorso di idee.’.
2. L’articolo 108 del decreto legislativo n. 163/2006 e successive modifiche ed integrazioni è introdotto con le seguenti modifiche:
a) i commi 3, 4, 5 e 6 sono sostituiti dai seguenti:
‘3. Per i lavori, nel bando possono essere richiesti non più di cinque elaborati, di livello non superiore a quelli richiesti per il progetto
preliminare. Il concorrente predispone la proposta ideativa nella forma più idonea alla sua corretta rappresentazione, ferma restando comunque la presentazione degli elaborati richiesti nel bando. Il termine di presentazione della proposta deve essere stabilito in relazione all’importanza e complessità del tema e non può essere inferiore a sessanta giorni dalla pubblicazione del bando.
4. (Periodo omesso in quanto impugnato dal Commissario dello Stato ai sensi dell’art. 28 dello Statuto). È facoltà della stazione appaltante affidare altresì, al vincitore, con procedura negoziata, la direzione dei lavori, a condizione che tale facoltà sia esplicitata nel bando di concorso. Il soggetto vincitore deve essere in possesso dei requisiti di capacità tecnico professionale ed economica, indicati nel bando, in rapporto ai livelli progettuali da sviluppare. (Periodo omesso in quanto impugnato dal Commissario dello Stato ai sensi dell’art. 28 dello Statuto).
5. Diversamente da quanto previsto dal comma 4, l’idea premiata può essere acquisita in proprietà dalla stazione appaltante dietro pagamento di predeterminato premio in denaro, non inferiore all’80% della tariffa professionale prevista per il progetto preliminare, a condizione che detta facoltà sia esplicitata ed adeguatamente motivata nel bando.
6. (Comma omesso in quanto impugnato dal Commissario dello Stato ai sensi dell’art. 28 dello Statuto).
b) dopo il comma 6 è aggiunto il seguente:
‘6 bis. Con decreto del Presidente della Regione, previa della delibera della Giunta regionale, su proposta dell’Assessore regionale per le infrastrutture e la mobilità, da emanarsi entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono dettate le ulteriori modalità di attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo.’.
3. L’articolo 109 del decreto legislativo n. 163/2006 e successive modifiche ed integrazioni, è introdotto con le seguenti modifiche:
a) il comma 1 è sostituito dal seguente:
‘1. In caso di intervento di particolare rilevanza e complessità la stazione appaltante può procedere all’esperimento di un concorso di progettazione articolato in due gradi. La seconda fase, avente ad oggetto la presentazione del progetto preliminare, si svolge tra i soggetti individuati attraverso la valutazione di proposte di idee presentate nella prima fase e selezionate senza formazione di graduatorie di merito e assegnazione di premi. Al vincitore del concorso è affidato l’incarico della progettazione definitiva ed esecutiva, secondo quanto previsto dal comma 4 dell’articolo 108. Tutte le precedenti condizioni devono essere previste ed adeguatamente motivate nel bando.’.

Commento
Art. 14. Concorsi di idee.

La norma tende a valorizzare la procedura del concorso di idee, utilizzandola per affidare gli incarichi di progettazione.  come auspicato dagli ordini  professionali,  Verrà privilegiato l’utilizzo del concorso di idee per la progettazione di opere pubbliche per aprire maggiormente il mercato ai giovani


ARTICOLO 19
Criteri di aggiudicazione

1. Per le finalità di cui all’articolo 81 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e successive modifiche ed integrazioni, le stazioni appaltanti ricorrono, rispettivamente:
a) al criterio del prezzo più basso quando l’oggetto del contratto non sia caratterizzato da un particolare valore tecnologico o si svolga secondo procedure largamente standardizzate;
b) al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa quando le caratteristiche oggettive dell’appalto inducano a ritenere prevalenti, ai fini dell’aggiudicazione, uno o più aspetti qualitativi, quali, ad esempio, l’organizzazione del lavoro, le caratteristiche tecniche dei materiali, l’impatto ambientale, la metodologia utilizzata.
2. Le stazioni appaltanti utilizzano il criterio di cui alla lettera b) del comma 1 per gli appalti di lavori di valore superiore alla soglia comunitaria. In tale caso il riparto dei parametri da utilizzarsi è così articolato: 30 per cento offerta economica; 60 per cento offerta tecnica; 10 per cento tempi di realizzazione dell’appalto. Nella valutazione dell’offerta tecnica almeno un quarto e non più di un terzo del punteggio complessivo è attribuito in relazione al costo del lavoro ed alla previsione dell’utile di impresa, determinato, per le finalità del presente articolo in misura pari al 10 per cento dell’offerta.
3. Le stazioni appaltanti hanno comunque facoltà di ricorrere al criterio di aggiudicazione del prezzo più basso qualora tale scelta sia più conveniente per le medesime amministrazioni aggiudicatrici sotto il profilo della qualità dei lavori realizzati e del rapporto con il prezzo a base d’asta.
4. Per gli appalti di servizi di cui al decreto legislativo n. 163/2006, Allegato II A, categoria 12, il criterio delle offerte è esclusivamente quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa, nei casi previsti dal decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207.
5. In applicazione dei principi scaturenti dalla sentenza Corte di Giustizia U.E. C. 147/06 e C. 148/06, hanno carattere transfrontaliero gli appalti di lavori, servizi o forniture di valore superiore alla soglia comunitaria. Hanno altresì carattere transfrontaliero gli appalti di lavori, servizi o forniture, finanziati, cofinanziati o realizzati con fondi comunque erogati dalla Regione o dalle amministrazioni aggiudicatrici aventi sede in Sicilia, anche se di valore inferiore alla soglia comunitaria, ove agli stessi siano ammesse, in percentuale pari o superiore al 5 per cento, imprese aventi sede in nazioni dell’Unione europea, diverse dall’Italia.
6. Per gli appalti di lavori, servizi o forniture che non abbiano carattere transfrontaliero, nel caso in cui il criterio di aggiudicazione sia quello del prezzo più basso, la stazione appaltante può prevedere nel bando che si applichi il criterio dell’esclusione automatica dalla gara delle offerte che presentano una percentuale di ribasso pari o superiore alla soglia di anomalia individuata ai sensi dell’articolo 86 del decreto legislativo n. 163/2006. In tal caso non si applica l’articolo 87, comma 1, dello stesso decreto legislativo n. 163/2006. La facoltà di esclusione automatica non è comunque esercitabile quando il numero delle offerte ammesse sia inferiore a 10; in tal caso si applica l’articolo 86, comma 3, del decreto legislativo n. 163/2006.
7. Nelle procedure di affidamento dei lavori pubblici, l’offerta economica non può in nessun caso prevedere la rinuncia a qualsiasi previsione di utile. Al fine di garantire un adeguato livello qualitativo delle lavorazioni, in sede di verifica delle offerte anomale, una percentuale di utile di impresa inferiore al 4 per cento può essere ammessa a giustificazione, comunque rimessa alle valutazioni della stazione appaltante, soltanto se il concorrente attesti, con dichiarazione resa nelle forme di cui all’articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, di non essere aggiudicatario per l’esecuzione di altri lavori, pubblici o privati, avendo quindi necessità di non rimanere inattivo.

Commento
Art. 19. Criteri di aggiudicazione.

E’ la norma più importante su cui il legislatore ha posto la maggiore attenzione al fine di risolvere e mediare problematiche tutte  siciliane, fenomeni di maxi ribassi ed i conseguenti effetti distorsivi che si riflettono sul mercato.

Gli interventi previsti riguardano tre diverse fattispecie:
- l’utilizzo del criterio dell’offerta   economicamente più vantaggiosa
- l’applicazione del meccanismo di esclusione  automatica delle offerte anomale
- la previsione di un utile minimo nella verifica dell’anomalia.
- la preferenza per il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa è definito in presenza di  appalti di lavori d’importo superiore alla soglia comunitaria (€ 4.845.000), fermo restando che le stazioni appaltanti hanno comunque la facoltà di ricorrere al criterio del prezzo più basso qualora tale scelta sia più conveniente sotto il profilo della qualità e del prezzo (commi 2 e  3).  Nella sostanza quindi rimane  confermata la discrezionalità dell’amministrazione appaltante prevista dall’art. 81 del Codice cc.pp.
Nel caso in cui si ricorre a questo criterio di aggiudicazione  il comma   2  indica la ripartizione dei punteggi, prescrive che debbano essere assegnati 60 punti all’offerta tecnica, 30 alla economica e 10 ai tempi di realizzazione e che una parte del punteggio tecnico debba essere attribuito in relazione al costo del lavoro ed alla previsione dell’utile d’impresa. Il comma 4 stabilisce infine,  che per gli appalti di servizi attinenti all’architettura, all’ingegneria, all’urbanistica e alla paesaggistica, il criterio di  aggiudicazione da applicare è esclusivamente quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa.
-  il sistema dell’esclusione automatica delle offerte anomale disciplinate dai  commi 5 e 6 è   esteso ai contratti di lavori d’importo inferiore alla soglia comunitaria (€ 4.845.000), quando il criterio aggiudicazione è quello del prezzo più basso e l’appalto non ha natura“transfrontaliera”.(Le  imprese aventi sede in nazioni dell’Unione europea diverse dall’Italia sono in percentuale pari o superiore al 5%) La facoltà di esclusione automatica non è comunque esercitabile quando il numero
delle offerte ammesse è inferiore a 10.
- la previsione di un utile minimo nella verifica dell’anomalia disciplinate dal comma 7 indica  una percentuale di utile d’impresa inferiore al 4% può essere ammessa a giustificazione comunque rimessa alla valutazione della stazione appaltante, a condizione che l’impresa non sia aggiudicatario per  l’esecuzione di altri lavori pubblici o privati


ARTICOLO 23
Norme per l’accelerazione dei procedimenti di finanza di progetto

1. Al fine di accelerare l’esecuzione delle opere infrastrutturali realizzate anche con capitali privati, i procedimenti di finanza di progetto in corso di esecuzione o aggiudicati, anche in via provvisoria, alla data di entrata in vigore della presente legge, prescindono dal parere della Commissione regionale per i lavori pubblici, previsto dall’articolo 5 della legge regionale 2 agosto 2002, n. 7, ove non ancora reso alla stessa data.

Commento
Art. 23. Norme per l’accelerazione dei procedimenti di finanza di progetto.

Al fine di accelerare l’esecuzione delle opere in project financing, è previsto che le relative procedure in corso di esecuzione o aggiudicate, anche in via provvisoria, prescindono dal parere della Commissione regionale per i lavori pubblici di cui all’art. 5 L.R. 7/02, qualora non reso alla data di entrata in vigore della legge stessa


ARTICOLO 31
Norme transitorie

1. Fermi restando i termini di cui al comma 1 dell’articolo 1, gli appalti di lavori, servizi e forniture i cui bandi siano pubblicati entro il 31 dicembre 2011 possono essere affidati ed eseguiti sulla base della normativa previgente, fermo restando l’obbligo del loro adeguamento alle previsioni di cui agli articoli 4, 5, 6 e 7. Sono comunque fatti salvi i progetti approvati in linea tecnica anteriormente alla data di entrata in vigore della presente legge, fermo restando l’obbligo del loro adeguamento alla disciplina scaturente dal decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207 successivamente al 31 dicembre 2011.
2. A decorrere dalla data di entrata in vigore del D.P.R. n. 207/2010 possono essere inseriti nei programmi regionali di spesa, quale che ne sia la fonte finanziaria, lavori dotati del livello di progettazione minima prevista dallo stesso D.P.R. n. 207/2010.
3. È abrogato il comma 3 dell’articolo 2 della legge regionale 29 novembre 2005, n. 16.
4. Per tutti gli incarichi di collaudo conferiti e non ancora liquidati alla data di pubblicazione della presente legge, si applica quanto disposto dal comma 20 dell’articolo 28 della legge 11 febbraio 1994, n. 109, coordinata con la legge regionale 2 agosto 2002, n. 7 e successive modifiche ed integrazioni.

Commento
Art. 31 Norme transitorie

Al fine di garantire un tempo consono a recepire le  rilevanti novità introdotte dalla presente legge
senza interferire sulle attività già avviate dalle Stazioni Appaltanti il legislatore ha previsto un ampio periodo transitorio per la loro applicazione.
Gli appalti di lavori, servizi e forniture i cui bandi siano pubblicati all’albo pretorio, entro il 31 dicembre 2011, possono essere affidati ed eseguiti sulla base della normativa previgente fermo restando l’obbligo del loro adeguamento alle previsioni di cui agli articoli 4, 5, 6 e 7.
Ulteriori importanti indicazioni in proposito sono state fornite con la successiva Circolare 13/07/2011, la quale fa riferimento al principio in base al quale «... ciascuna fase resta disciplinata dalla normativa vigente al momento in cui è stato posto in essere il relativo atto iniziale e poiché l’atto iniziale della fase del procedimento di gara è costituito dalla formulazione del bando di gara e, in particolare, dalla sua pubblicazione, è con riguardo a tale momento che va definita la normativa applicabile da parte del bando ...».
La pubblicazione cui la Circolare fa riferimento è quella sull'albo pretorio, ne consegue che non devono essere obbligatoriamente adeguati alla nuova disciplina i bandi di gara che siano stati almeno pubblicati nell'albo pretorio entro la data del 31/12/2011. È fatta salva in ogni caso salva la possibilità per le stazioni appaltanti di ritirare i bandi già inviati o di sospendere l’ulteriore prosecuzione delle relative procedure, ove ritengano di dovere adeguare gli uni e le altre alla normativa sopravvenuta.
La nuova disciplina sugli appalti pubblici fa espressamente salve le specifiche norme in materia di prevenzione e sicurezza dei lavoratori nei cantieri edili per la realizzazione di opere pubbliche, e di protocolli di legalità e di tutela dei lavoratori, di cui all'art. 3 della L.R. 20/2007 ed all'art. 7 della L.R. 16/2010.

 

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