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Appalto misto

Per appalto misto si intende quello in cui l’oggetto della procedura di aggiudicazione e del successivo contratto è costituito da prestazioni eterogenee, ascrivibili a settori assoggettati a differenti discipline pubblicistiche (lavori, servizi, forniture), sicché sorge il problema dell’individuazione della disciplina applicabile a seconda della qualificabilità dell’appalto stesso in termini di lavori, servizi o forniture.Nei contratti misti la normativa sui lavori pubblici trova applicazione quando i lavori costituiscono l’oggetto principale dello stesso, a prescindere dalla rilevanza economica.Le disposizioni della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m. in materia di qualificazione si applicano ogni qualvolta l’appalto misto comprende l’esecuzione di lavori, a prescindere dal valore e dall’accessorietà degli stessi rispetto ai servizi o alle forniture.Nei bandi relativi ad appalti misti devono essere opportunamente evidenziate le categorie e le classifiche relative ai lavori da eseguire, ancorché accessori o di valore inferiore al 50 per cento dell’importo dell’appalto; i concorrenti devono dimostrare di essere in possesso della qualificazione richiesta per l’esecuzione di detti lavori.Negli appalti misti, qualora la componente lavori, anche se accessoria o di valore inferiore a 50 per cento dell’appalto, superi la soglia dei 20.658.276 di euro, trova applicazione la disposizione di cui all’art. 3, comma 6, del D.P.R. n. 34/2000, per cui l’impresa concorrente, oltre alla qualificazione conseguita nella classifica VIII, dovrà dimostrare di aver realizzato, nel quinquennio antecedente la data di pubblicazione del bando, una cifra d’affari in lavori non inferiore a tre volte l’importo a base di gara. Detto requisito di cui all’art. 18, commi 3 e 4 del D.P.R. n. 34/2000 è comprovato esclusivamente con riferimento alla cifra d’affari in lavori, e non anche in servizi e forniture .

 

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